Covid-19: Dpcm 26/04/2020
30 Aprile 2020
CONAI: Variazione contributo per importazioni
29 Maggio 2020

CORONAVIRUS

“Decreto Rilancio’’

Pubblicato in G.U. il 19 maggio 2020 in tarda serata il DL n. 34 “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Articolo 83 Sorveglianza sanitaria

1) I datori di lavoro assicurano una sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio in ragione dell’età o di situazioni di immunodepressione, anche da patologia COVID-19, esiti di patologie oncologiche, terapie salvavita o compresenza di altre patologie che possano far aumentare il rischio di contagio.

2) I datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente in funzione dell’attività svolta possono, vista l’emergenza, nominarne uno o richiederlo all’INAIL che provvederà con i propri medici del lavoro.

3) L’inidoneità alla mansione non può giustificare il recesso dal contratto di lavoro da parte del DL.

Articolo 90 Lavoro agile

Si conferma che, fino alla cessazione dell’emergenza da Covid-19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con un figlio minore di 14 anni hanno diritto a svolgere la loro prestazione di lavoro in modalità agile, se compatibile con il tipo di prestazione e se l’altro genitore non è beneficiario di strumenti di sostegno al reddito. I datori di lavoro comunicano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione lavorativa in modalità agile.

Articolo 95 Misure a sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro

Al fine di favorire l’attuazione del Protocollo condiviso del 24/04/2020, INAIL promuove provvedimenti straordinari destinati alle imprese, anche individuali, che hanno introdotto nei luoghi di lavoro, successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, interventi per la riduzione del rischio contagio attraverso l’acquisto di:

a)       apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, compresi i relativi costi di installazione;

b)      dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento dei lavoratori;

c)       apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di aziende terze fornitrici di beni e servizi;

d)      dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro; sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio;

e)      dispositivi e altri strumenti di protezione individuale.

Art. 120 Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, ivi compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per l’acquisto di arredi di sicurezza.

Articolo 125 Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione

Previsto per i soggetti esercenti attività d’impresa, arti professioni, enti non commerciali, un credito d’imposta pari al 60%, fino ad un massimo di 60.000 euro, delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di DPI e altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Sono ammissibili le spese sostenute per:

a)       sanificazione degli ambienti;

b)      acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;

c)       l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;

d)      l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;

e)      l’acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Si segnala infine che sono inoltre previsti incentivi per l’efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine ricarica di veicoli elettrici (art. 119) e misure urgenti a sostegno dei Certificati Bianchi (art. 41).

Dpcm 17 maggio 2020

Il Dpcm 17 maggio 2020, di attuazione del decreto legge n. 33 del 16 maggio 2020, conferma all’art. 2 “Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento delle attività produttive industriali e commerciali” la necessità del rispetto dei contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020 e, per i rispettivi ambiti di competenza, dei protocolli specifici per i cantieri del 24 aprile 2020 e per il settore del trasporto e della logistica del 20 marzo 2020.

Il decreto, oltre ai protocolli sopracitati, alle misure per gli esercizi commerciali ed alle linee guida per gli spettacoli dal vivo e cinema, riporta in allegato le “Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020” relative a:

  • ristorazione x attività turistiche (balneazione);
  • strutture ricettive x servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti);
  • commercio al dettaglio x commercio al dettaglio su aree pubbliche (mercati, fiere e mercatini degli hobbisti);
  • uffici aperti al pubblico;
  • piscine x palestre;
  • manutenzione del verde;
  • musei, archivi e biblioteche.

Sicurezza ai tempi del Covid-19 e Covid 19 Manager 

Nella prossima fase 2 dell’emergenza Corona Virus, le aziende dovranno dotarsi di una figura che gestisca i protocolli di sicurezza, per garantire la salute e sicurezza dei lavoratori.

Si tratterà di:

  • raccogliere dati e informazioni
  • effettuare sopralluoghi
  • elaborare un protocollo con indicazioni relative alla gestione di

§  Igienizzazione e sanificazione degli ambienti di lavoro

§  Informazione e formazione di tutto il personale

§  Gestione degli spazi e dei luoghi di lavoro per garantire le distanze di sicurezza e per evitare assembramenti

§  Rilevazione della temperatura corporea

§  Dispositivi di protezione individuale

§  Igiene personale, delle mani e delle secrezioni respiratorie

§  Tutela dei lavoratori più vulnerabili

§  Gestione di eventuali casi di persone positive

§  Uso razionale e giustificato dei test diagnostici

  •   effettuare audit periodici per verificare e poter dimostrare la corretta applicazione del protocollo.

SCSA e i suoi tecnici sono a disposizione con le loro competenze più aggiornate per supportare le aziende nella progettazione e nella riapertura vera e propria, elaborando con esse i protocolli e formando il personale  – anche a distanza – affinché la ripresa avvenga in sicurezza e nel rispetto delle norme vigenti.

14/04/2020

Pubblicato l’11 aprile 2020 il Dpcm 10 aprile 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.”

Il decreto sostanzialmente proroga le misure di sospensione delle attività produttive e commerciali già previste fino al 3 maggio 2020 con alcune modifiche all’elenco delle attività permesse e sospese.

Altre novità riguardano la comunicazione al Prefetto che è prevista anche per:

– accesso in azienda di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione;

– spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture. 

Di seguito il link al testo del decreto:

/sites/new.governo.it/files/Dpcm_20200410.pdf

14/04/2020

Pubblicate la versione n. 10 del 11/04/2020 dell “Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari della Regione Veneto.

La Regione precisa che “ad oggi l’uso su larga scala di test sierologici a fini diagnostici individuali risulta improprio e prematuro, essendo possibile solo a seguito di validazione da parte delle strutture tecnicoscientifiche nazionali o nell’ambito delle indagini preliminari di carattere sperimentale.

regione.veneto.it/web/sanita/covid-19-ambienti-di-lavoro

25/03/2020

Modifiche al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020
I nuovi codici ATECO

23/03/2020

Pubblicato il DPCM 22 marzo 2020, che dispone da oggi ulteriori misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19 sull’interno territorio nazionale.

Il decreto prevede la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, eccetto quelle indicate nell’allegato 1 al decreto stesso, fino al 3 aprile 2020.

Sono inoltre consentite le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1 e le attività degli impianti a ciclo continuo dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti, previa comunicazione al Prefetto, che potrà comunque prevederne la sospensione qualora non ritenga sussistano le condizioni di necessità.

Le imprese le cui attività non sono sospese devono rispettare il protocollo condiviso fra Governo e parti sociali del 14 marzo 2020 relativo alle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro.

Le imprese le cui attività sono sospese devono completate le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione delle merci in giacenza, entro il 25 marzo 2020. Le attività possono comunque proseguire in modalità a distanza o lavoro agile.

16/03/2020

Indicazioni Coronavirus aggiornate a seguito protocollo condiviso del 14/03/2020

Nuove indicazioni relative alle misure da attuare in azienda a seguito del protocollo condiviso pubblicato sabato

Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

13/03/2020

INDICAZIONI DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO PER GESTIRE LA SITUAZIONE IN TEMPI DI CORONAVIRUS – AGGIORNAMENTO

A seguito del decreto dell’11 marzo, vi forniamo ulteriori indicazioni sulle misure da adottare in azienda per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Il DPCM 11 marzo 2020, in vigore fino al 25 marzo 2020, sospende le attività commerciali al dettaglio ad eccezione delle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, individuate nell’allegato 1, le attività di ristorazione, con alcune accezioni, e le attività di servizio alla persona.

Le pubbliche amministrazioni, fatte salve le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, assicurano lo svolgimento delle attività ordinaria in forma agile.

Per le attività produttive e professionali il decreto prescrive:

  • massimo utilizzo del lavoro agile;
  • sospensione delle attività non indispensabili alla produzione;
  • assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio (rispetto delle distanze interpersonali, organizzazione degli accessi agli spazi comuni, intensificazione delle pulizie, etc.);
  • adozione di dispositivi di protezione individuale (mascherine) nel caso non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro; in caso di impossibilità di procurarsi mascherine o mezzi equivalenti e di garantire la distanza di 1 metro tra le persone, le lavorazioni vanno sospese;
  • limitare gli spostamenti.

Per le attività produttive sono incoraggiate intese in merito alle modalità di applicazione delle misure (es. per la gestione di ferie, permessi, ammortizzatori sociali, etc.) con le rappresentanze dei lavoratori.

Alleghiamo le ultime indicazioni pubblicate dalla Regione Veneto Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari.

Naturalmente è necessario che teniate monitorati gli organi di informazione, per adeguarvi a nuove eventuali disposizioni.

11/03/2020

INDICAZIONI DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO PER GESTIRE LA SITUAZIONE IN TEMPI DI CORONAVIRUS

Dopo i primi giorni di applicazione delle disposizioni per il contrasto alla diffusione del Coronavirus, riteniamo utile fornire ulteriori indicazioni sulle misure da adottare in azienda per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori

Il datore di lavoro deve informare tutti i lavoratori. Consigliamo un comunicato sulle misure che l’azienda ha adottato e sui comportamenti che richiede ai lavoratori in considerazione della gravità della situazione (il “decalogo” istituzionale, le corrette modalità per lavarsi le mani, per tossire e starnutire, non darsi la mano, evitare i contatti ravvicinati, mantenere la distanza tra persone di almeno 1 metro, non venire al lavoro se si ha febbre, etc.).

Misure organizzative

  • Favorire in ogni modo le modalità di lavoro da casa, limitando al minimo le necessità del lavoratore di muoversi
  • Limitare l’affollamento nei locali (secondo i casi, organizzare l’attività su appuntamento, disporre sedie e arredi nei locali “comuni” in modo da permettere le distanze di 1 metro tra le persone, limitare l’accesso contemporaneo a mense, servizi, sale relax, spazi comuni, sale riunioni, etc.)
  • Arieggiare frequentemente i locali
  • Aumentare frequenza e intensità delle pulizie (formalizzare incarichi) degli ambienti e delle superfici (tavoli, pc, maniglie, interruttori, telefoni, armadi, etc.) con i prodotti indicati (a base di cloro o alcol)
  • Limitare al minimo l’accesso di persone esterne e gestire le loro attività in modo da minimizzare i contatti diretti; 
  • Richiedere informazioni preventive dagli utenti su eventuali criticità, zone di provenienza, situazioni di “quarantena” personali o di familiari, manifestazione di sintomi ricollegabili al COVID 19 (tosse, raffreddore, febbre, difficoltà respiratorie), in modo da evitare contatti a rischio.

Gestione di casi critici

In caso di presenza in azienda o di comunicazione di lavoratori o altre persone positive al tampone o che abbiano avuto contatti stretti (vedi definizione) con persone positive:

  • Isolare la persona (locale separato)
  • Contattare i numeri di telefono di emergenza sanitaria (1500, 112 o numeri regionali)

03/03/2020

Circolare Regione Veneto
COVID-19 Indicazioni per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari (ultimo aggiornamento)

25/02/2020

Ecco una sintesi degli adempimenti a carico del DDL (Datore Di Lavoro) che si rendono necessari vista la rapida diffusione del virus COVID-19 nel nord Italia, sulla base della normativa vigente in materia di tutela e salute nei luoghi di lavoro e delle disposizioni emanate dalle autorità in relazione all’emergenza in atto.

È opportuno che il DDL  provveda a:

  • Emanare una informativa a tutti i propri dipendenti nella quale si ribadiscano le misure di prevenzione da attuare sulla base delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie competenti (sito del Comune di riferimento, sito della propria Regione e siti dei Ministeri competenti)
  • Richiedere ai lavoratori che si siano recati negli ultimi 14 giorni in aree a rischio o che siano venuti a contatto con persone provenienti da dette aree di rimanere a casa e di contattare le autorità sanitarie per gli accertamenti del caso
  • Richiamare tutti i dipendenti e i propri lavoratori e se possibile le persone esterne con cui si hanno rapporti professionali (fornitori, partner, ecc.) al rispetto delle fondamentali norme igieniche personali (es. frequente pulizia delle mani, mantenimento di una distanza interpersonale adeguata, ecc.) limitando all’essenziale le attività di aggregazione.
  • Informare i propri addetti sulle corrette procedure di intervento nel caso si riscontrasse qualche lavoratore con i sintomi riconducibili al virus.

Di seguito trovate i link al sito Ministero della Salute dove potete scaricare gli opuscoli informativi, da divulgare a tutti i lavoratori :

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